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Ravenna 2024

Nel terzo trimestre 2024, sarà operativa la FSRU destinata al sito di Ravenna. La nave selezionata, lunga 293 metri e larga 43, è la BW Singapore, acquistata da Snam nel luglio 2022.

Costruita nel 2015, questa FSRU sarà in grado di stoccare 170mila metri cubi di gas liquefatto, rigassificarlo – per una capacità di 5 miliardi di metri cubi l’anno – e trasferirlo in una nuova condotta collegata al punto di connessione con la Rete Nazionale Gasdotti posto a circa 42 km dal punto di ormeggio, collocato a sua volta a circa 8,5 km dalla costa ravennate, al largo di Punta Marina, in corrispondenza della piattaforma offshore Petra che sarà opportunamente adeguata e ammodernata.

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capacità gas liquefatto
0 miliardi m³
capacità di rigassificazione annuale

Perché Ravenna

Come per i siti di Piombino, e Vado Ligure nel 2026, la scelta di Ravenna nasce dalla necessità di collocare dei terminali di rigassificazione in prossimità delle aree centro-nord del Paese: più industrializzate ed energivore.

Ravenna, inoltre, data la presenza di un terminale marino esistente in un distretto già ampiamente specializzato nel settore energetico, rappresenta una soluzione ottimale per garantire tempi di attivazione brevi per far fronte all’emergenza gas generata dal conflitto russo-ucraino, garantendo la sicurezza energetica del Paese.

La FSRU di Ravenna assicurerà, infatti, un flusso di gas annuo equivalente a un sesto della quantità di GNL importata dalla Russia.

Il progetto

I lavori per ospitare il nuovo il terminale di rigassificazione al largo della costa di Ravenna sono iniziati il 19 giugno 2023, si svolgeranno in un periodo di circa 22 mesi e vedranno interventi in mare e a terra.

Il progetto FSRU Ravenna è stato studiato privilegiando aree non antropizzate, rispettando quelle protette e minimizzando l’uso di suolo, in modo compatibile con le caratteristiche geologiche, geomorfologiche, idrogeologiche e sismiche del territorio, nonché con gli strumenti di pianificazione vigenti.

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Le opere in mare

La piattaforma Petra

Il rigassificatore sarà ormeggiato in corrispondenza dell’esistente piattaforma Petra del Gruppo PIR. Comunemente chiamata il “Ragno”, questa struttura è lunga 350 metri e alta 11,5 metri, e veniva utilizzata per ricevere le navi petroliere.

Una volta eseguiti i lavori di adeguamento delle strutture, degli arredi e degli impianti, la piattaforma potrà ospitare il nuovo terminale che verrà rifornito ad intervalli regolari, al massimo una volta alla settimana, da navi metaniere.

La diga frangiflutti

Per proteggere l’impianto e le navi metaniere da potenziali mareggiate, verrà realizzata, a poca distanza dalla piattaforma, una diga frangiflutti.

La condotta offshore: “tratto a mare”

I lavori offshore interesseranno la costruzione del tratto di metanodotto a mare (sealine), lungo 8,5 km e profondo 14 metri, che collegherà la FSRU all’approdo costiero.

Le opere a terra

L’approdo costiero

L’approdo terrestre, che sorgerà in prossimità della spiaggia di Punta Marina, sarà realizzato con tecnologia trenchless, tramite la creazione di un microtunnel lungo 1.300 metri: una soluzione che consente di attraversare la linea di costa senza lo scavo in trincea.

Le condotte onshore: "tratto a terra"

Dopo aver percorso il tratto offshore ed essere approdato sulla terraferma, il metanodotto si svilupperà per circa 1,9 km prima di raggiungere l’impianto PDE.  Da questo punto, il metanodotto si estenderà per altri 32 km, formando un anello intorno al nucleo abitato cittadino, per poi ricongiungersi con il cosiddetto “Nodo di Ravenna”: il punto di interconnessione con la Rete Nazionale Gasdotti.

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Perchè un rigassificatore?